Le Poesie

Versi Premiati

Una raccolta selezionata di poesie pluripremiate dell'autrice Mariagrazia Giuliani

Daniele

Tu, ultimo fiore del materno grembo, che, dal ventre mio lacerato, la vil sorte volea separarti ma fu per mia preghier sommessa, che sbocciasti amor, colle tenere rose nel ricordo del Piave vincitore. Alfine giunse indolente il sereno. Albero dai lunghi frondosi rami, e da radici con braccia possenti elargisci i tuoi frutti succulenti nella terra arsa da miser creature. Onesto e leale, rosa senza spine chioccia silente a filo della vita. Talvolta odo il tuo bofonchiare come l’onda che corre incupita. Lieve non è l'amore di una madre né caduco è il legame viscerale che come un fiume lento se ne và in una direzione. Io, resto chiusa dentro i tuoi ricordi compagna fedele dei tuoi giorni in vita natural durante e oltre.

Dedicata ad A

È dentro me il dolore che come una cascata dirompente spacca e distrugge gli argini del cuore. Sale a offuscar la mente una domanda: se fossi anch’io la causa di quel male che ti spinge a morir di giorno in giorno? È dentro me il dolore che mi dilania, atroce come un tarlo, delle tue pene sommesse soffro anch’io, vorrei cangiar la vita tua con la mia avvolger il nostro tempo all’incontrario e fermarti sul quel bivio scespiriano. Novella Ecate, guidarti in quella direzione che va verso la vita e non la morte. E tengo fermo il vaso di Pandora, vivendo di speranze e di preghiere che faccia quella scelta sospirata che apre le porte alla tua e la mia vita, e prima ch’ io traghetti oltre lo Stige.

A mia Figlia

Sulla sabbia rovente, nella brezza marina nacque un bel dì il mio giglio di mare. Riccioli fitti spinosi indiscreti, voglia di vita, amore e pace. Profumo di giglio sali su per le nari, nel vento che cessa i suoi spasmi ingrigiti. Madre vestale, novello Lare, lei ti protegge fiore di sabbia. Quando è raggiunta dall’ ultimo spiro Zefiro culli l’alma tua stanca; per te il cielo danzi col mare le salde dune di calda sabbia appaian per te dolci declivi. Ella silente e con passi leggeri ti condurrà lì, ove l’orizzonte confina col cielo.

È Natale

Volti confusi nei verdi e negli ori dilatati, sformati dal vetro, l’aria di festa già bussa nei cuori. Virgulto fanciullo ha smarrito la madre, nel groviglio di corpi ingoiati dal mare, un cuore stremato ha perso l’amore, con lei ha trascorso l’intera sua vita. Amanti che bramano un nido, attendono invano un lavoro chimera. Volti smarriti nei verdi e negli ori, dilatati, sformati dal vero, di una vita stentata, sofferta. Ma l’aria di festa ora bussa alla gente, lasciam che nasca il Signore nei cuori, che scavi un solco tra bombe e macerie, e tra solitudine, fame e dolore. Tendiamo una mano al nostro fratello, stringiamo il nero, il rosso ed il giallo, guardiamo negli occhi il nostro vicino, cangiam la storia: Natale è un cammino. Costruiamo nell’amore e non nella guerra, che sia solidarietà verso i fratelli, che sia una strada che unisca la terra, che sia Natale per tutta la vita.

O' Mare e O' Ciel

Nu’ juorno mio padre me dicette: è bell o’ mare, è bello assaje. Aggio navigato compa a’ l’onne senza vient, purtava a casa llòro e prigionieri. Salate comme all’acqua e lacreme de mamme pa priezza. Aggio navigato sotto o’ mare e pure int’a a chelle quattro mura se senteva l’addore da vita. E’ bello assaje o’ mare. Ll’ammore, chill o’ ver è a cosa chi bella ca’ nce sta. A mano rinta a mano, ll’uocchie rint a ll’uocchie, e o core a core pe ll’ommo se po’ fa’. Ma la natura è na bellezza ca’ nun se po' narrà. O’ mar, ‘o vir o mar? E o ciel, o vir o’ ciel? O’ mare se sta zitto pecchè o’ ciel se sta zitto. Si o’ cielo è azzurro, o’ mare è tale e quale. Quann’ arriva a’ tempesta vir o’ mare ca’ s’ inqueit e cu l’onne ajotte e lampe, ca schiuppanno ‘o fann male. O’ mare e o’ cielo so’ gli amanti eterni ca’ camminan nzieme e a fine se perdono uno dinto a nato.

Il Testamento di una Moglie

"Dedicata a mio marito." Silenzioso e presente compagno di una vita, a te il mio ultimo respiro a te la vita che si spegne. Lento, scivoli pagaiando sul fiume della vita, tenendo la rotta divorando le tempeste. Il rosa dell’alba dalle nubi scalfito, le gioie dai dolori travolte, paziente, avanzi senza sosta. Fragile vascello veleggi in superficie diretto là dove la pace confonde la vita. A te gli onori del coraggio a te gli allori del pudore e quando, struggente sarà il silenzio cercami nella forza del vento, sussurrerò resisti. Nell’iride del sole, ti donerò calore. Nel volo di un uccello, ti sarò accanto. Nell’orda di tempeste, sono vento e sono rabbia.

Haiku

Arcana orchidea sensuale dea dell' amor cortese e lieto.

Sito ufficiale dell'artista Mariagrazia Giuliani